Tre strade portano una partita fuori dal magazzino: su ognuna il rischio cade su qualcun altro
Una partita ferma in magazzino esce in tre modi soltanto: pubblicata su una piattaforma aperta, passata a una catena di intermediari, oppure rilevata in proprio da chi se la carica sul proprio conto. La differenza non sta nel tono delle promesse, ma in due punti concreti: chi tiene il rischio di prezzo dopo la firma e in quale momento il denaro è sul Suo conto. Qui l'ordine è rovesciato rispetto all'abitudine del settore, perché prima si firma l'accordo di riservatezza reciproco e solo dopo arriva la lista della merce. Il ritiro lo organizziamo noi, e il bonifico parte prima che un mezzo si presenti alla Sua banchina di carico. Da questa pagina ogni riga porta alla scheda della Sua merce, della Sua situazione o del Suo ruolo.
- Accordo di riservatezza reciproco firmato prima della prima lista della merce
- Il contratto di compravendita ci vieta la rivendita sul Suo mercato domestico
- Pagamento del 100% con bonifico bancario prima del carico
- Prezzo fermo sull'intera partita entro 48 ore dalla lista completa, da 1.000 pezzi in su, con il ritiro organizzato da noi
Piattaforma, catena di intermediari o acquisto in proprio: cambia chi tiene il rischio e quando arriva il denaro
Sulla piattaforma aperta la partita è visibile al mercato, e con lei il prezzo. Il rischio resta in casa Sua finché qualcuno non compra, l'incasso arriva dopo, e nel frattempo codici articolo e taglie restano leggibili da chiunque abbia comprato la stessa stagione. Quando la merce porta il nome di un marchio, il primo problema non è la cifra: è la visibilità.
Nella catena di intermediari la Sua richiesta passa di mano. Nessuno degli anelli si assume il rischio di prezzo, ognuno trattiene un margine, e Lei non sa chi compri davvero: la lista viaggia verso indirizzi che non ha mai visto, e se la trattativa si ferma a metà strada non Le viene nemmeno detto dove. Ed è anche il modo più rapido per far uscire dall'azienda una notizia che voleva tenere dentro.
La terza strada è la nostra. Compriamo in proprio, non in conto vendita e non per conto di terzi: una società, un contratto di compravendita, una fattura, un interlocutore. Con la firma il rischio di prezzo passa a noi. Per questo qui non troverà cifre: un numero su cui costruire una decisione nasce su una partita concreta, e si dice nel colloquio.
Con la firma la partita cambia proprietario, e con lei tutto quello che veniva dopo
Fino alla firma il calendario è Suo: la merce occupa spazio, invecchia di stagione e va difesa in ogni riunione in cui qualcuno chiede che fine abbia fatto. Dalla firma in poi quel calendario è nostro. Il ritiro lo organizziamo noi, d'intesa con il Suo magazzino, e dove la partita andrà a finire smette di essere una variabile che La riguarda.
Una cosa però resta legata a noi anche dopo il carico: il contratto di compravendita ci vieta la rivendita sul Suo mercato domestico, e vincola chi la merce l'ha comprata davvero. Non è una promessa che si consuma con la stretta di mano, è una clausola che Lei legge prima di firmare.
Prima viene la carta e poi la merce, sempre in questo ordine. Su come nasce il prezzo, e su che cosa finisce in allegato al contratto, rimandiamo alle schede sulla valutazione e sulle procedure concorsuali, dove il tema è di casa. Gli estratti che pubblichiamo sono illustrativi. Fa fede il testo del contratto di compravendita firmato.
Dall'altra parte del tavolo c'è uno stocchista che compra in blocco
Non un intermediario e non un mandatario: uno stocchista che compra in blocco, cioè un operatore che rileva l'insieme senza scegliere i pezzi migliori e lasciare a Lei il resto. La decisione di acquisto si prende in casa nostra, quindi la Sua partita non viene rigirata a nessuno come richiesta e la Sua lista non parte verso una rubrica di contatti.
A rispondere è una persona con un nome e un numero diretto, non un indirizzo generico di ufficio.
Che cosa entra e che cosa non entra in una partita che rileviamo sta scritto nella scheda su cosa non acquistiamo. I requisiti restano tre e non crescono strada facendo: marca o categoria, almeno 1.000 pezzi, la disponibilità a parlare di una vendita.
Struttura della partita, stato fisico, specificità di categoria: chi risponde a che cosa
Il numero nasce da tre letture, e nessuna riguarda quanto la merce Le è costata. La prima guarda la struttura della partita, cioè come i pezzi si distribuiscono e se l'insieme è ancora intero. La seconda guarda lo stato fisico della merce e del deposito in cui si trova oggi. La terza dipende dalla categoria e cambia da una scheda all'altra. Come le tre letture diventano un prezzo fermo lo spiega la scheda sulla valutazione; che cosa pesa in concreto sulla Sua merce sta sulla pagina della Sua categoria.
Quale pagina è la Sua, e da quale cominciare se ne valgono due
Se il punto è la merce, la scheda la sceglie la categoria: le calzature, le calzature sportive, l'abbigliamento. Le carte non cambiano passando dall'una all'altra, e nemmeno la sequenza: cambia solo che cosa leggiamo prima di mettere un numero sul tavolo. Se non è sicuro di quale categoria sia la parte principale della partita, la scelga sulla quantità maggiore e il resto lo sistemiamo al primo contatto.
Se il punto è la situazione, conta chi tiene il calendario e chi firma: le rimanenze di magazzino da liberare, la cessazione attività con il negozio da svuotare, la merce dentro una liquidazione giudiziale con gli organi che autorizzano, gli ordini annullati mai ritirati dal committente, la sovrapproduzione uscita dalla fabbrica senza un ordine dietro, le rimanenze di fine stagione prima del cambio collezione.
Quando due caselle valgono insieme, per esempio capi di fine stagione dentro una chiusura, parta dalla pagina della situazione: è lì che si decidono i tempi e chi mette la firma, mentre la categoria aggiunge solo che cosa guardiamo nella lista. Restano le pagine che si leggono per prime, prima ancora di scegliere: il divieto europeo di distruzione dell'invenduto, come si valuta uno stock, la pagina per grossisti e stocchisti, che cosa non acquistiamo e come si riconosce un acquirente serio.
Come si svolgono i prossimi giorni
Una riga basta, anche senza sapere quale pagina è la Sua
Ci indica marca o categoria, la quantità approssimativa e che intende parlare di una vendita. Non serve aver già stabilito in quale scheda di questo sito rientri la partita: da quella riga lo vediamo noi. Risponde chi l'acquisto lo decide, non un centralino che smista la richiesta, per e-mail o al telefono come preferisce.
L'ordine rovesciato rispetto all'abitudine del settore
L'abitudine è opposta: prima gira la lista, poi si vede chi risponde. Qui si firma prima l'accordo di riservatezza reciproco, anche sul Suo modello, e solo dopo si parla di merce concreta. Vincola entrambe le parti e resta valido anche se la compravendita non si fa.
Le stesse colonne, qualunque sia la categoria
Ci manda la lista con marca, articolo, taglie e quantità, così come la merce sta a scaffale. Le colonne sono le stesse per una partita di calzature e per una di capi: cambia quello che ci leggiamo dentro. Quella lista resta in casa nostra, non circola come offerta e non serve a sondare prezzi sul mercato.
Un numero solo, e da lì il calendario passa a noi
Entro 48 ore dalla lista completa riceve un prezzo fermo sull'intera partita. Dopo il Suo accordo si firma il contratto di compravendita, il 100% arriva con bonifico bancario prima del carico e il ritiro lo organizziamo noi. Da quel giorno la merce non torna in inventario e non torna nelle Sue riunioni. Se decide di non vendere, finisce lì: riceverlo non La impegna a nulla.
Il primo passo è una riga, non un dossier
Ci indichi marca o categoria e la quantità approssimativa della partita. Un acquirente con un nome risponde entro un giorno lavorativo, mette in firma l'accordo di riservatezza reciproco e Le dice apertamente se la merce rientra nel nostro profilo di acquisto. In questo passo non servono documenti, e il prezzo non glielo chiediamo.
Tre informazioni bastano per la prima risposta: marca o categoria, l'ordine di grandezza della partita a partire da 1.000 pezzi e la disponibilità a parlare di una vendita. Il campo per il prezzo richiesto non c'è, e non è una dimenticanza.
Ricevuto. Il suo prezzo e in preparazione.
Un acquirente risponde entro un giorno lavorativo, il prezzo fermo segue entro 48 ore. Tutto sotto riservatezza.
Domande frequenti
La merce ricomparirà scontata sul mio mercato?
Non senza inadempimento contrattuale. Il contratto di compravendita ci vieta la rivendita sul Suo mercato domestico e vincola chi la merce la compra davvero, cioè noi. Il testo lo legge prima di firmare, non dopo. Compriamo in proprio, quindi non c'è una catena di passaggi lungo la quale quella clausola possa perdersi per strada.
Chi viene a sapere che stiamo vendendo?
Da noi nessuno. La partita non viene pubblicata, non finisce in un listino e non viene mandata in giro per sondare prezzi. L'accordo di riservatezza reciproco si firma prima della prima lista, vincola entrambe le parti e resta valido anche se non si conclude nulla. È un documento proprio perché una discrezione promessa a voce non si può mostrare a nessuno, né in direzione né all'ufficio legale.
Devo indicare un prezzo o una richiesta?
No, e il campo non c'è. Chi Le chiede per prima cosa una cifra, poi tratta contro quella cifra. Leggiamo la partita e il numero lo mettiamo noi sul tavolo; la decisione che segue resta interamente Sua. Come si arriva a quel numero è spiegato per esteso nella scheda sulla valutazione di uno stock.
Quando arriva il pagamento?
Prima del carico. L'intero importo parte con bonifico bancario prima che la merce lasci il Suo magazzino, con fattura e documento di trasporto a supporto. Nessuna provvigione, nessun conto vendita, nessuna rata.
Perché dovrei vendere a voi e non su una piattaforma o tramite un intermediario?
Perché su quelle due strade il rischio di prezzo resta Suo e la Sua lista diventa visibile a persone che non ha scelto Lei. Ogni anello della catena trattiene un margine senza assumersi nulla, e il nome di chi compra alla fine non Le viene detto. Qui c'è una società, un contratto di compravendita, una fattura, e il rischio passa con la firma.
Da quanti pezzi vi interessa una partita e che cosa serve al primo contatto?
Da 1.000 pezzi in su. Al primo contatto bastano tre informazioni: marca o categoria, la quantità approssimativa e la Sua disponibilità a parlare di vendita. Che cosa resta fuori dal nostro acquisto sta scritto nella scheda dedicata, e se la partita non rientra glielo diciamo entro un giorno lavorativo, invece di tenerla in valutazione per settimane.
Con il divieto europeo sull'invenduto, che cosa cambia per il mio magazzino?
Cambia l'alternativa alla vendita. Per l'invenduto di abbigliamento e calzature la strada dello smaltimento in Europa si sta chiudendo, quindi la scelta reale resta tra tenere la merce a scaffale e cederla. Una compravendita non è una distruzione: la partita cambia proprietario e resta merce. Chi rientra nel divieto, da quando e con quali documenti si dimostra la cessione sta tutto sulla scheda dedicata all'ESPR.