Acquisto diretto
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Chi chiude per scelta tiene in mano il calendario, dalla firma fino all'ultimo bancale

In una liquidazione volontaria, o nella cessazione dell'attività di una ditta individuale, non c'è un curatore che fissa il calendario e non c'è un provvedimento che autorizzi la vendita: la sequenza delle mosse resta dentro l'azienda. È la differenza che conta rispetto a una procedura, perché permette di firmare la riservatezza e il contratto mentre il punto vendita è ancora aperto e nessuno all'esterno ha motivo di fare domande. Rileviamo il magazzino in blocco, non a scaffale e non a pezzo, da 1.000 pezzi, con un prezzo fermo su tutta la partita. L'accordo di riservatezza reciproco si firma prima della lista, il contratto di compravendita ci vieta la rivendita sul Suo mercato domestico, e il ritiro lo organizziamo noi.

  • Accordo di riservatezza reciproco, firmato prima che Lei mandi la prima lista della merce
  • Il contratto di compravendita ci vieta la rivendita sul Suo mercato domestico
  • Pagamento del 100% con bonifico bancario prima del carico
  • Prezzo fermo su tutta la partita entro 48 ore dalla lista completa, da 1.000 pezzi, con il ritiro organizzato da noi
Richieda un prezzo fermo

Senza curatore il calendario lo tiene Lei, e questo cambia l'ordine delle mosse

In una procedura la vendita del magazzino passa da un curatore, da autorizzazioni e da forme di pubblicità: i tempi li fissa qualcun altro e la notizia esce prima ancora che si parli di prezzo. In una chiusura decisa dai soci non c'è niente di tutto questo. Non deve chiedere a nessuno l'autorizzazione per sondare una vendita, e non deve annunciare la chiusura per poterla preparare.

Significa che le carte possono venire prima della notizia. La riservatezza reciproca si firma a punto vendita ancora aperto, il prezzo fermo arriva sulla lista che ha preparato, il bonifico arriva prima del mezzo. La data del ritiro si incastra dove serve a Lei, dopo l'ultimo giorno di apertura e prima della riconsegna dei locali. Fornitori, clienti e Camera di commercio seguono il Suo calendario, non il nostro.

Chi arriva a chiusura già dichiarata tratta da un'altra posizione, perché a quel punto ogni interlocutore conosce la scadenza. Il margine di manovra di chi chiude per scelta sta tutto lì. Finché la decisione resta in azienda, nessuno all'esterno sa che la merce deve uscire entro una data, e si tratta senza quel peso addosso.

Il rischio della chiusura non è il magazzino pieno, è il cartello «tutto deve andare»

La svendita di fine attività tirata fino all'ultimo giorno sembra la strada naturale, ma abbassa il prezzo della merce davanti al pubblico che la conosceva a listino: i Suoi clienti, i negozi della stessa via, i fornitori e i marchi che ha rappresentato. Il prezzo esposto in vetrina resta nella memoria del quartiere anche dopo l'ultimo scontrino. E alla fine avanza comunque la parte più difficile, perché le taglie centrali e i modelli migliori escono per primi.

La cessione in blocco fa uscire la merce in un passaggio solo, senza esporla sul mercato dove Lei ha lavorato. La riservatezza è reciproca: non nominiamo la Sua azienda, la merce e le condizioni davanti a terzi, e il vincolo regge anche se poi non si arriva alla firma. Il divieto di rivendita sul Suo mercato domestico sta nel contratto di compravendita, e quel testo lo legge prima di firmare.

La reputazione sopravvive alla partita IVA. Chi chiude porta con sé i rapporti: fornitori, colleghi di settore e clienti restano gli stessi anche quando l'insegna non c'è più. È questo, e non la cifra, il motivo per cui l'ordine dei passaggi conta più della velocità.

Quello che resta a fine attività è merce mista, e la mescolanza la leggiamo prima di dare un numero

In un magazzino che sta chiudendo convivono stagioni diverse, campionari, fine serie, taglie spaiate, scatole rimontate più volte e la merce del punto vendita accanto a quella del deposito. Guardiamo da quante stagioni è composta la partita, quanto pesa la parte ancora completa, quanti articoli hanno una sola taglia rimasta e quanta merce è ancora nel suo imballo originale. La mescolanza in sé non ci spaventa: a spostare il numero è la proporzione tra le parti.

Contano poi due cose che solo una chiusura porta con sé: quanto tempo manca alla riconsegna dei locali e se il punto vendita continua a vendere mentre parliamo. La prima dice quanto è stretta la finestra del carico. La seconda dice di quanto la lista si muoverà da qui al ritiro, e quando conviene chiuderla.

Queste informazioni le leggiamo prima del prezzo, invece di trasformarle in una detrazione dopo il carico. Se la partita non rientra nel nostro profilo di acquisto lo diciamo entro un giorno lavorativo, senza chiedere prima l'elenco completo. Un no rapido a Lei serve più di un forse che resta appeso mentre i locali vanno riconsegnati.

Quando i soci sono più di uno, la vendita deve reggere anche davanti a chi non era al tavolo

In una liquidazione volontaria firma chi ne ha il potere: il liquidatore nominato dai soci, oppure l'amministratore finché la nomina non è iscritta. A noi serve sapere chi è quella persona prima del contratto, non dopo. A Lei serve che la firma non venga rimessa in discussione alla prima riunione in cui qualcuno chiede come è uscita la merce. Chi ha il potere di firma nel Suo caso lo verifichi con il Suo consulente.

Per questo la lista su cui si è formato il prezzo resta allegata al contratto di compravendita: il socio che non era presente e il commercialista leggono la stessa distinta che abbiamo visto noi, non un riassunto. Così nessuno deve fidarsi di quello che ricorda chi era al telefono. Gli estratti delle clausole che pubblichiamo sono illustrativi: fa fede il testo del contratto di compravendita firmato.

Con documenti invece che con un racconto: accordo di riservatezza firmato, contratto con la lista in allegato e la clausola sulla rivendita, il prezzo per iscritto, il bonifico accreditato prima del carico, fattura e documento di trasporto. Il trattamento contabile delle rimanenze finali in sede di chiusura lo verifichi con il Suo commercialista: noi non facciamo consulenza fiscale, forniamo le carte. Sono le stesse carte che servono se qualcuno, più avanti, vuole ricostruire come è uscita la merce.

Il ritiro da un negozio si incastra tra l'ultimo giorno di apertura e la riconsegna delle chiavi

La merce di un negozio non esce da una rampa, esce da una porta sulla strada. Un punto vendita in centro non ha una banchina di carico: ci sono una vetrina, una porta a misura di cliente, una ZTL con i suoi orari e a volte un deposito a un altro indirizzo. Il ritiro lo organizziamo noi e lo adattiamo a questo: mezzo adatto alla strada, orario fuori dall'apertura al pubblico, un solo carico quando la merce sta in un posto solo.

Chi apre le porte quel giorno può non essere più il personale di prima, e la data non si sposta a piacere. Per questo la fissiamo quando il pagamento è accreditato e la teniamo: nella Sua agenda sta stretta tra l'ultimo giorno di vendita e la riconsegna dei locali al proprietario. Se la merce è in due indirizzi, li mettiamo in fila nella stessa giornata quando la distanza lo consente.

Compriamo in proprio: una società, un contratto, una fattura, e alla firma il rischio di prezzo passa a noi. La Sua lista non gira ad altri per sondare prezzi. Chi c'è dall'altra parte del tavolo e come lavora sono descritti nella pagina principale sulla vendita di stock.

Come si svolgono i prossimi giorni

Entro un giorno lavorativo

Primo contatto e risposta

Ci dice marchio o categoria e all'incirca quanti pezzi ci sono, tra negozio e deposito. Rispondiamo entro un giorno lavorativo, per e-mail o al telefono come preferisce, e diciamo subito se la partita rientra nel profilo. In questo passaggio non serve nessun documento e non serve nessuna cifra.

Prima della lista

Riservatezza reciproca

L'accordo di riservatezza si firma prima che Lei mandi la prima lista, anche sul Suo modello se preferisce. Vincola entrambe le parti e resta valido anche se non si arriva alla compravendita. Solo dopo si parla di marchio, articoli, taglie e quantità.

Entro 48 ore

Prezzo fermo su tutta la partita

Entro 48 ore dalla lista completa c'è un prezzo fermo sull'intera partita, non per articolo e non per taglia. La cifra si dice nel colloquio, perché nasce su questa merce e sulla domanda di questo momento. Fino a quel punto niente La impegna a vendere.

Dopo il Suo accordo

Bonifico, poi ritiro

Prima il contratto di compravendita con la lista in allegato, poi il bonifico del 100% dell'importo. Si carica solo a pagamento accreditato, e la data la fissiamo dentro il Suo calendario di chiusura, dopo l'ultimo giorno di apertura. Il ritiro presso il negozio o presso il deposito lo organizziamo noi.

Ne parliamo prima che la chiusura diventi pubblica

Per il primo contatto non servono lista, documenti né valutazioni. Bastano marchio o categoria e più o meno quanti pezzi ci sono tra negozio e deposito. Rispondiamo entro un giorno lavorativo, l'accordo di riservatezza arriva prima della lista e il prezzo fermo su tutta la partita entro 48 ore da quando la lista è completa.

Tre informazioni bastano: marchio o categoria, una partita da 1.000 pezzi in su, e se è disposto a parlare di una vendita. Il prezzo che vorrebbe non glielo chiediamo, non c'è un campo per indicarlo.

Un acquirente preferisce chiamare invece di scrivere. Di solito si risparmiano due giorni.

I suoi dati vanno a un solo acquirente, non in una lista di invio. Risposta entro un giorno lavorativo.

Il suo prezzo viene calcolato sulla domanda del momento e viene detto nella conversazione, non da un modulo. Solo per merce che ha il diritto di vendere.

Domande frequenti

Il negozio è ancora aperto e il personale non sa niente. Possiamo parlarne lo stesso?

Sì, ed è il momento in cui ha più margine. L'accordo di riservatezza reciproco si firma prima della lista, vincola anche noi a non nominare la Sua azienda, la merce e le condizioni davanti a terzi, e resta valido anche se poi decide di non vendere. Finché non è Lei a comunicare la chiusura, da noi non esce nulla.

Il contratto di locazione scade e i locali vanno riconsegnati vuoti. Ci state dentro?

Il tempo che serve a noi si conta dalla lista completa: prezzo fermo entro 48 ore, poi contratto e bonifico, poi il ritiro nella data concordata. Il passaggio lungo non è il carico, è quanto impiega Lei a mandare una lista che rispecchia il magazzino. Se la scadenza è vicina lo dica al primo contatto, così mettiamo in fila i passaggi con quella data davanti.

Ho già esposto i cartelli e iniziato la svendita di fine attività. È troppo tardi?

No, cambia il contenuto della partita: quello che resta a metà svendita è più sbilanciato, con le taglie centrali già uscite, e la lista lo mostrerà. L'ordine dei passaggi resta identico, riservatezza prima della lista e prezzo fermo entro 48 ore da quando la lista è completa. Il vincolo di tempo vero non è la data di chiusura, è quando riesce a mandarci un elenco aggiornato.

Una parte della merce è in negozio e una parte in un deposito a un altro indirizzo. Serve una lista per ciascuno?

Serve una lista sola, con l'indicazione di dove si trova ogni parte. Il prezzo resta unico sull'intera partita, ma sapere che i pezzi stanno in due posti cambia il modo in cui organizziamo il ritiro e la giornata del carico. Se i due indirizzi sono lontani, le date del carico finiscono scritte nel contratto insieme al resto.

Prendete anche arredi, scaffalature e attrezzature del negozio?

No, quelli restano fuori: compriamo merce, non l'allestimento del punto vendita. Restano fuori anche l'usato e le seconde scelte con difetti di materiale. Se ha un dubbio sul perimetro lo chiariamo nel primo colloquio, prima che prepari qualsiasi lista.

Non è più semplice smaltire quello che resta?

Smaltire costa e non restituisce niente, e il quadro europeo sull'invenduto va nella direzione opposta: per abbigliamento e calzature il divieto di distruzione è già scritto, con esclusioni e decorrenze legate alla dimensione dell'impresa. Dove si collochi la Sua azienda lo verifichi con il Suo consulente. In una chiusura la domanda resta comunque una sola: la merce deve uscire, e uscire venduta in blocco pesa meno che uscire come rifiuto.

Vendiamo al pubblico fino all'ultimo giorno. Cosa succede se al carico la merce non coincide più con la lista?

Ce lo dica prima della firma: la lista allegata al contratto deve essere quella aggiornata all'ultimo giorno di vendita, non quella preparata all'inizio della svendita. Se il negozio resta aperto tra la lista e il ritiro, concordiamo il giorno in cui l'elenco si chiude, e da lì in poi quello che passa in cassa esce dal conteggio. Finché la merce corrisponde alla lista, il prezzo fermo regge fino al carico.