Acquisto diretto
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Vendita in blocco della merce di una liquidazione giudiziale, il fallimento dopo la riforma

Rileviamo in un unico blocco l'intera partita di calzature e abbigliamento di marca di un'impresa in procedura: è la vendita in blocco del magazzino nella liquidazione giudiziale, l'ex fallimento. Non scegliamo gli articoli migliori lasciando il resto sullo scaffale. L'accordo di riservatezza reciproco è firmato prima che la prima lista esca dallo studio, il prezzo fermo sull'intera partita arriva entro 48 ore dalla lista completa e l'intero importo è sul conto della procedura prima che un camion si presenti al deposito. Non Le chiediamo un prezzo richiesto e non Le chiediamo scorciatoie sulla procedura competitiva. Un magazzino dentro una procedura ha un orologio diverso da quello di un'azienda che sceglie da sé i tempi: ogni mese di custodia e di canone pesa sull'attivo della procedura, e ogni decisione va motivata a qualcuno che la leggerà dopo.

  • Accordo di riservatezza reciproco, firmato prima che la lista della merce esca dallo studio
  • Il contratto di compravendita ci vieta la rivendita sul mercato domestico del venditore
  • 100% del pagamento con bonifico bancario sul conto della procedura, prima del carico
  • Prezzo fermo sull'intera partita entro 48 ore dalla lista completa, da 1.000 pezzi, il ritiro lo organizziamo noi
Richieda un prezzo fermo

Il fallimento si chiama liquidazione giudiziale, e al curatore basta la prima riga per capire chi lo sa

Dal 15 luglio 2022 il fallimento non esiste più come nome della procedura. Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, il D.Lgs. 14/2019, lo ha sostituito con la liquidazione giudiziale, e il curatore fallimentare è oggi il curatore della liquidazione giudiziale; il decreto correttivo D.Lgs. 136/2024 ha ritoccato il testo senza toccare questo punto. Negli atti la parola vecchia non compare più, nel linguaggio corrente resta ovunque, e chi cerca un acquirente per il magazzino di un'impresa in procedura la digita ancora così. Per questo la pagina porta entrambe le parole.

Non è una questione di forma. Una proposta che parla ancora di massa fallimentare dice al destinatario che chi l'ha scritta non ha mai avuto in mano un programma di liquidazione, e il seguito della conversazione ne risente. Sotto il Codice si ragiona di attivo della procedura, ed è la lingua in cui il fascicolo verrà riletto.

Ci rivolgiamo a chi la merce ce l'ha in carico: il curatore, il professionista che lo assiste, il membro del comitato dei creditori chiamato a esprimere un parere. Lo stesso discorso vale, con passaggi diversi, per il magazzino che resta da collocare in un concordato preventivo o in una liquidazione controllata.

Al curatore serve un documento allegabile, non una disponibilità detta a voce

La vendita del magazzino non è un fatto privato tra Lei e noi. Passa dal programma di liquidazione dell'art. 213 del Codice, dalla vendita in blocco di beni individuabili dell'art. 214 e dalle modalità dell'art. 216, che vuole procedure competitive e adeguata pubblicità, oggi con il portale delle vendite pubbliche; sopra ci sono l'autorizzazione del giudice delegato e il parere del comitato dei creditori. Noi siamo una delle parti che si presentano dentro quella forma, non il modo per evitarla.

Quello che possiamo mettere nelle Sue mani è materiale che regge in un fascicolo: un prezzo fermo sull'intera partita, per iscritto, entro 48 ore dalla lista completa, e quella stessa lista allegata al contratto di compravendita. Un numero agganciato a una lista firmata si rilegge anche a mesi di distanza; una stima detta al telefono no, e a spiegare come era stata formata sarebbe Lei.

Compriamo in blocco, e la partita esce intera: taglie centrali e taglie estreme, scatole integre e scatole che hanno già traslocato due volte. È il punto su cui il comitato dei creditori è più sensibile, perché chi si porta via solo gli articoli che girano abbassa il valore dell'attivo che resta a scaffale, e quel resto va comunque collocato da qualcuno. In allegato al contratto finisce la lista intera, non la parte comoda.

La procedura è pubblica per legge, la lista della merce non deve esserlo

La vendita in una liquidazione giudiziale ha una pubblicità che la legge impone e che non Le chiediamo di aggirare. Altra cosa è la lista: codice articolo, marca, taglie, quantità. Quel documento è un'impronta digitale della partita e non ha ragione di circolare per il mercato mentre Lei sta ancora valutando. Da noi non circola: l'accordo di riservatezza reciproco si firma prima della prima lista, anche sul modello del Suo studio, e resta valido anche se la vendita non si fa.

Nel contratto di compravendita è scritto che non possiamo rivendere la merce sul mercato domestico del venditore. È la clausola che interessa a un titolare di marchio o a un ex distributore che, mesi dopo, potrebbe tornare a bussare alla procedura. Tutti promettono discrezione; un testo, invece, Lei lo legge prima di firmare.

Gli estratti che pubblichiamo sono illustrativi. Fa fede il testo del contratto di compravendita firmato.

Il pagamento integrale prima del carico protegge l'attivo della procedura, non è una cortesia

L'intero importo arriva con bonifico bancario sul conto della procedura prima che la merce venga caricata. Nessun acconto, nessun saldo dopo la rivendita, nessuna rateizzazione, nessuna provvigione da dedurre. Una procedura non concede credito a un acquirente e non può ritrovarsi a inseguire un pagamento quando il deposito è già vuoto: qui il momento in cui il denaro arriva pesa quanto la cifra.

Compriamo in proprio: con la firma il rischio sul prezzo passa a noi e non torna sull'attivo della procedura. Il bonifico parte dal conto della società che ha firmato il contratto, così sul contratto, sulla fattura e sull'accredito compare lo stesso nome. È un dettaglio che pesa quando il fascicolo viene riletto a mesi di distanza da chi alla trattativa non ha assistito.

Alla fine agli atti restano cose leggibili da chiunque le riprenda in mano: accordo di riservatezza firmato, contratto con la lista in allegato, prezzo per iscritto, bonifico incassato prima del carico, fattura e documento di trasporto.

Il prezzo fermo deve reggere anche i tempi dell'autorizzazione, non solo le 48 ore

Tra il numero che Le arriva per iscritto e il camion al deposito ci sono i passaggi che la procedura impone: il parere del comitato, l'autorizzazione del giudice delegato, la pubblicità della vendita. Il nostro prezzo non decade per il solo passare dei giorni, perché è agganciato alla lista che lo sorregge e non a una scadenza commerciale. Se una fretta c'è, riguarda i costi di custodia, mai i documenti o il pagamento.

Quello che può cambiare in quelle settimane è il perimetro. Se prima del carico una parte della merce esce dalla partita, per una domanda di restituzione accolta o per un residuo collocato altrove, il numero si rifà sulla lista aggiornata. Un prezzo ritoccato davanti alla banchina di carico La obbligherebbe a rimotivare agli atti una vendita già autorizzata, ed è il motivo per cui lavoriamo sulla lista firmata.

Fino alla firma nulla obbliga la procedura a vendere: un numero già messo per iscritto non toglie niente alle Sue alternative e resta agli atti come termine di confronto. Quali categorie e quali partite restano fuori dai nostri acquisti è scritto per esteso nella pagina dedicata, così non lo scopre a lista già preparata.

Come si svolgono i prossimi giorni

Entro un giorno lavorativo

Primo contatto e risposta

Ci dice la marca o la categoria, quanti pezzi ci sono all'incirca e che è disposto a parlare di una vendita. Risponde un acquirente con un nome, per e-mail o al telefono, come preferisce. In questo passaggio non servono la lista, l'inventario aggiornato né alcun atto della procedura.

Prima della lista

Riservatezza reciproca

L'accordo di riservatezza si firma prima che la prima lista esca dallo studio, anche sul modello che usa Lei. Reciproco significa che neanche noi nominiamo a terzi la procedura, la merce o le condizioni. Da lì in poi bastano codice articolo, taglie e quantità.

Entro 48 ore

Prezzo fermo sull'intera partita

Dalla lista completa arriva un prezzo fermo sull'intera partita: non per articolo, non per taglia, non una forchetta. Il numero lo diciamo nel colloquio, perché è costruito sulla domanda di questo momento. In quel momento nulla obbliga la procedura a vendere.

Dopo l'autorizzazione

Pagamento, poi carico

Prima il contratto di compravendita con la lista in allegato, poi il bonifico dell'intero importo sul conto della procedura. Si carica solo a pagamento ricevuto, con fattura e documento di trasporto a corredo. Il ritiro dal deposito lo organizziamo noi, concordando data e finestra con chi tiene le chiavi.

Prezzo fermo per iscritto, bonifico sul conto della procedura, poi il carico

Per il primo passo bastano la marca o la categoria e quanti pezzi ci sono all'incirca, da 1.000 in su: non servono la lista né gli atti della procedura. Risponde un acquirente con un nome entro un giorno lavorativo e Le dice apertamente se la partita rientra. Poi l'accordo di riservatezza prima della lista, il prezzo fermo sull'intera partita entro 48 ore dalla lista completa e il bonifico integrale sul conto della procedura prima del carico.

Tre dati bastano: la marca o la categoria, una partita da 1.000 pezzi in su e la disponibilità a parlare di una vendita. Non Le chiediamo un prezzo richiesto: quel campo non c'è.

Un acquirente preferisce chiamare invece di scrivere. Di solito si risparmiano due giorni.

I suoi dati vanno a un solo acquirente, non in una lista di invio. Risposta entro un giorno lavorativo.

Il suo prezzo viene calcolato sulla domanda del momento e viene detto nella conversazione, non da un modulo. Solo per merce che ha il diritto di vendere.

Domande frequenti

Si scrive ancora fallimento o liquidazione giudiziale?

Negli atti, liquidazione giudiziale: il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, il D.Lgs. 14/2019, ha sostituito il fallimento a partire dal 15 luglio 2022, e il curatore fallimentare è il curatore della liquidazione giudiziale. Nel parlato la parola vecchia resiste e nessuno la corregge al telefono. Sulla sostanza dell'acquisto non cambia nulla, sul modo di scrivere cambia molto: chi manda a un curatore una proposta che parla ancora di massa fallimentare mostra di non aver mai letto un programma di liquidazione.

Una vendita in blocco a un solo acquirente regge davanti al comitato dei creditori?

Non decidiamo noi cosa regge: la valutazione resta Sua, con l'autorizzazione del giudice delegato e il parere del comitato. Quello che Le forniamo è materiale allegabile, cioè un prezzo fermo per iscritto sull'intera partita, la lista che lo sorregge in allegato al contratto e il pagamento integrale prima del carico. La vendita in blocco prevista dall'art. 214 esiste proprio per i casi in cui spezzettare la partita costa all'attivo della procedura più di quanto renda.

Ci chiedete di saltare la procedura competitiva o la pubblicità della vendita?

No. La forma competitiva e la pubblicità restano quelle previste dall'art. 216 e non Le proponiamo di comprimerle: ci presentiamo dentro quella forma, con un'offerta scritta sull'intera partita. Chi Le propone una scorciatoia sulla procedura Le sta consegnando un problema che poi resta agli atti a Suo nome, non al proprio.

In deposito c'è merce di terzi, in conto deposito o con patto di riservato dominio. Come la trattate?

Resta fuori dal blocco. Compriamo solo ciò che la procedura può vendere, e il perimetro lo definisce Lei, non noi: domande di rivendica e di restituzione, riserve di proprietà e depositi altrui si chiariscono prima della lista, non davanti al camion. A noi basta che la lista rispecchi ciò che è realmente vendibile, perché il prezzo è costruito su quella e deve reggere fino al carico.

Chi viene a sapere che stiamo vendendo?

La pubblicità che il Codice impone alla vendita la cura la procedura, e non la tocchiamo. Da noi non esce nient'altro: l'accordo di riservatezza reciproco si firma prima della prima lista, anche sul modello del Suo studio, e vale anche se poi la vendita non si fa. Reciproco vuol dire che a terzi non nominiamo la procedura, la merce, la lista né le condizioni, e che la lista non viene girata ad altri operatori per sondare il mercato.

Siamo in concordato preventivo, non in liquidazione giudiziale. Cambia qualcosa per voi?

Dal nostro lato del tavolo no: stessa riservatezza prima della lista, stesso prezzo fermo entro 48 ore dalla lista completa, stesso bonifico integrale prima del carico. Cambia il Suo lato, cioè chi firma, quali organi autorizzano e come l'operazione viene rappresentata negli atti, e questo lo stabilisce Lei con i Suoi organi, non noi. Ci basta sapere in quale procedura siamo prima di preparare il contratto, perché cambiano le parti e i riferimenti da scrivere.

L'inventario è quello redatto all'apertura e da allora i bancali si sono mescolati. Dobbiamo rifarlo prima?

No, e non Le chiediamo di smistare o di rimpacchettare: sono ore di personale che non cambiano la nostra lettura della partita. Ci serve una lista che descriva la merce come sta oggi a scaffale, serie incomplete e stagioni mescolate comprese, anche dove si discosta dall'inventario iniziale. Quello scarto è un'informazione, non un problema: il prezzo è costruito sulla lista e deve reggere fino al carico, quindi è meglio che compaia adesso e non davanti al camion.