Ogni mese in cui le giacenze restano a scaffale ha un costo che nessuna fattura mostra
Il costo delle giacenze non arriva mai in una fattura con il loro nome sopra: sta nei metri cubi occupati, nelle ore di magazzino e, quando il deposito è di terzi, in un canone che si ripete ogni mese uguale a sé stesso. Noi rileviamo la partita per intero, da 1.000 pezzi. Prima della lista si firma l'accordo di riservatezza reciproco, nel contratto di compravendita è scritto che non possiamo rivendere la merce sul Suo mercato domestico, e il 100% dell'importo è sul Suo conto prima che un camion si presenti al deposito. Il prezzo fermo sull'intera partita arriva entro 48 ore dalla lista completa, e il ritiro lo organizziamo noi.
- Accordo di riservatezza reciproco, firmato prima che la lista di magazzino esca dalla Sua azienda
- Il contratto di compravendita ci vieta la rivendita sul Suo mercato domestico
- Pagamento del 100% con bonifico bancario prima del carico
- Prezzo fermo sull'intera partita entro 48 ore dalla lista completa, da 1.000 pezzi, il ritiro lo organizziamo noi
La lista di magazzino esce dalla Sua azienda solo dopo l'accordo di riservatezza
Una lista di magazzino non nasce mai in una sola testa: la estrae il gestionale, la controlla chi tiene il deposito, spesso passa anche dall'operatore logistico che custodisce i bancali. Per questo l'accordo di riservatezza reciproco si firma prima che il primo file esca dalla Sua azienda, e vincola entrambe le parti anche se poi non si conclude nulla. Acquistiamo per conto proprio, quindi la Sua lista non viene fatta girare per sondare prezzi presso terzi.
Poi viene il contratto di compravendita, con la lista in allegato e il divieto di rivendita sul Suo mercato domestico scritto dentro. Quando il deposito non è Suo e a caricare è personale di un terzo, avere quel riferimento riga per riga cambia il tono di qualsiasi verifica. Gli estratti delle clausole che pubblichiamo sono illustrativi: fa fede il testo del contratto di compravendita firmato.
Vendere le rimanenze di magazzino costa meno che tenerle: il conto si paga in metri cubi
Le giacenze ferme non producono una riga di costo con un importo accanto, e proprio per questo restano invisibili a lungo. Occupano posizioni che servirebbero alla merce che ruota, vanno spostate a ogni riorganizzazione del deposito, contate a ogni inventario, assicurate insieme al resto. Se il magazzino è affidato a un operatore logistico, quello stesso spazio una fattura ce l'ha, e arriva ogni mese con lo stesso importo qualunque cosa faccia la merce.
A questo si aggiunge il capitale immobilizzato, uscito dalla cassa e non ancora rientrato. E l'imballo, che a ogni spostamento perde qualcosa: scatole ammaccate, coperchi storti, etichette che si staccano. La partita non peggiora in un giorno, peggiora lentamente, e la differenza si vede nel momento in cui qualcuno la valuta davvero.
Una svalutazione a bilancio non libera un metro di scaffale
La svalutazione risolve un problema contabile e nessun problema fisico. Le rimanenze scendono di valore in bilancio, i bancali restano esattamente dove sono, e alla chiusura d'esercizio successiva la stessa decisione torna sul tavolo con lo stesso volume da giustificare. Chi guarda i numeri e chi guarda il deposito, su questo punto, stanno guardando due cose diverse.
Anche la strada della distruzione si è ristretta: per l'abbigliamento e le calzature il divieto europeo sugli invenduti è già scritto, e date, soglie dimensionali e obblighi di pubblicazione stanno sulla pagina dedicata all'ESPR. Resta un solo movimento che svuota davvero lo scaffale: la cessione dell'intera partita a chi poi la ritira. È anche l'unico che Le lascia in mano dei documenti.
La partita esce in una volta sola, non un bancale alla volta
Far uscire le giacenze un po' alla volta significa tenere il magazzino mezzo pieno per mesi, ripetere ogni volta la stessa trattativa e spiegare ogni volta la stessa cosa all'interno. Alla fine restano gli articoli che nessuno ha voluto, cioè la parte più difficile da collocare, con lo spazio ancora occupato. Noi prendiamo la partita come sta: curve taglie incomplete, stagioni diverse mescolate, colli riconfezionati, resi rientrati dal canale.
Niente di tutto questo deve essere in ordine. Una curva taglie incompleta o due stagioni mescolate non sono difetti da nascondere: sono informazioni, e ci servono nel file, non a bancale già sul muletto. Selezionare, dividere per stagione o rifare gli imballi costa ore ai Suoi magazzinieri, e sono ore sottratte a un deposito che nel frattempo deve continuare a spedire.
Dopo il ritiro lo spazio torna a lavorare e la posizione si chiude con dei documenti
Il giorno del ritiro il deposito lavora una volta sola: si carica la partita per intero, nella finestra concordata con il Suo magazzino o con il Suo operatore logistico. Le posizioni si liberano tutte insieme, l'inventario successivo si accorcia, e i metri cubi tornano disponibili per la merce che ruota invece che per quella che aspetta. Le banchine di carico restano libere nelle ore in cui Le servono, perché data e orario si fissano insieme.
Quello che resta alla Sua amministrazione è una posizione chiusa con la sua documentazione: contratto di compravendita con la lista in allegato, fattura, documento di trasporto. Il magazzino non deve più rincorrere una partita ceduta a pezzi in mesi diversi, e alla chiusura successiva le stesse rimanenze non tornano a bilancio. La riga sparisce dal gestionale e dallo scaffale nello stesso momento.
Come si svolgono i prossimi giorni
Che cosa è fermo, e da quanto
Ci indica marca o categoria, all'incirca quanti pezzi sono fermi a scaffale e se il deposito è Suo o di un operatore logistico. Da quanto tempo la merce non si muove è utile saperlo subito, perché dice in che stato sono gli imballi. Risponde un acquirente con un nome, per e-mail o al telefono. Liste e documenti in questo passaggio non servono.
Riservatezza prima che il file esca dal gestionale
L'accordo di riservatezza reciproco si firma prima che l'estrazione del gestionale lasci la Sua azienda, anche sul Suo modello se preferisce. Serve perché quel file passa da più mani: chi tiene il deposito, l'amministrazione e a volte l'operatore logistico. Solo dopo si parla di codici, quantità e posizioni. L'obbligo resta anche se poi non si conclude nulla.
Un numero solo sull'intera giacenza
Entro 48 ore dalla lista completa arriva un prezzo fermo sulla partita nel suo insieme: non per articolo, non per bancale, non per posizione di magazzino. La cifra la diciamo nella conversazione. In quel momento nulla La obbliga a vendere.
Finestra di carico concordata con il deposito
Prima si firma il contratto di compravendita, poi arriva il 100% dell'importo con bonifico bancario; si carica solo a pagamento ricevuto. Data e finestra le fissiamo con il Suo magazzino o direttamente con il Suo operatore logistico, sulle banchine e negli orari che indica lui. Se le posizioni sono su più piani, lo sappiamo prima di presentarci con il mezzo.
Ci scriva che cosa è fermo a scaffale, il resto lo leggiamo noi
Per il primo passo non servono lista pronta, inventario aggiornato o calcoli interni. Bastano marca o categoria, quanti pezzi ci sono all'incirca da 1.000 in su, e la disponibilità a parlare di una vendita. Risponde un acquirente con un nome entro un giorno lavorativo: prima l'accordo di riservatezza reciproco, poi la lista di magazzino, poi il prezzo fermo sull'intera partita entro 48 ore. Il ritiro lo organizziamo noi, nella finestra concordata con il Suo magazzino.
Tre cose bastano: marca o categoria, una partita da 1.000 pezzi in su, e la disponibilità a parlare di una vendita. Il campo del prezzo richiesto non c'è: leggere la partita è lavoro nostro.
Ricevuto. Il suo prezzo e in preparazione.
Un acquirente risponde entro un giorno lavorativo, il prezzo fermo segue entro 48 ore. Tutto sotto riservatezza.
Domande frequenti
Il nostro gestionale esporta codici interni, non quelli del marchio. La lista va bene lo stesso?
Sì. Ci basta che ogni riga abbia una descrizione riconoscibile, la taglia o la variante e la quantità; il codice interno resta come riferimento nell'allegato al contratto. Se il file esce dal gestionale in un formato qualsiasi, lo leggiamo così com'è, senza chiederLe di rifarlo a mano. Conta che le righe corrispondano a quello che c'è a scaffale.
Siamo in pieno inventario di fine esercizio. Conviene aspettare la chiusura?
Non serve aspettare. L'inventario Le dice quante rimanenze ha, non le fa uscire dal deposito, e il conteggio che sta già facendo è la lista di cui abbiamo bisogno. Se preferisce chiudere prima le scritture non cambia nulla: il prezzo fermo è legato alla lista completa, non al deposito del bilancio.
I bancali non sono uniformi: parte in scatole originali, parte in ceste, parte riconfezionata. Va bene lo stesso?
Va bene com'è. Come sta la merce fisicamente rientra nella lettura della partita, quindi ci basta saperlo in anticipo, in due righe accanto alle quantità. Ai Suoi magazzinieri non chiediamo di ricomporre colli, riempire ceste o rifare i pallet: quel lavoro costa ore Sue e a noi non serve.
Lo spazio ci serve libero il prima possibile. Da che cosa dipendono i tempi?
Dalla lista, non da noi. Al primo messaggio rispondiamo entro un giorno lavorativo, l'accordo di riservatezza si firma subito dopo e il prezzo fermo arriva entro 48 ore dalla lista completa. Restano il contratto, il bonifico e il ritiro nella finestra concordata: l'unico passaggio che può allungarsi è la preparazione del Suo file.
La merce è già svalutata a bilancio. Ha ancora senso venderla?
La svalutazione ha cambiato il valore iscritto a bilancio, non ha liberato spazio e non ha fermato i costi delle giacenze, che continuano a maturare in silenzio. Finché la merce è lì, la stessa decisione torna a ogni chiusura d'esercizio. Una cessione dell'intera partita chiude la posizione e lascia documenti: contratto, fattura e documento di trasporto. Quale cifra abbia senso lo dice il prezzo fermo, e quel numero arriva nella conversazione.
Dobbiamo prima riordinare, contare e rietichettare tutto?
No, e rietichettare non serve in nessun caso. Ci serve la situazione com'è a scaffale, con le quantità che risultano dal Suo conteggio, anche con curve taglie incomplete e stagioni mescolate. Basta che le quantità scritte siano quelle che si trovano davvero in posizione, così il conteggio che ha già in mano non va rifatto e nessuno deve rientrare tra gli scaffali una seconda volta.
Chi paga la movimentazione se la merce è presso un logistico terzo?
Il mezzo e il ritiro li organizziamo noi. Le movimentazioni che il logistico Le fattura in base al contratto che ha con lui restano nel Suo rapporto con lui, e il modo più semplice per contenerle è caricare tutto in una finestra sola invece che in tre uscite diverse. Da parte nostra non chiediamo selezioni, divisioni per stagione o nuovi imballi, cioè proprio le voci che in un deposito di terzi si pagano a ora.